mercoledì 27 giugno 2018

Finlandia 2018 - “Panorama del parco nazionale di Koli”


Il parco nazionale di Koli si trova nella Carelia settentrionale, in Finlandia. La collina di Koli, alta 347 m, si erge sul lago Pielinen ed è considerata una delle principali attrattive turistiche della Finlandia. Venne dichiarata parco nazionale nel 1991, dopo un acceso dibattito tra gruppi di ambientalisti e proprietari terrieri. 

Questi ultimi accettarono infine di vendere le loro terre, mentre gli ambientalisti ritirarono la richiesta di demolizione dell'Hotel Koli, situato in cima alla collina. 

L'Ukko-Koli è il punto più elevato, e 200 m più avanti si trova l'Akka-Koli, un altro picco. 

Mammutti è il nome di un'enorme pietra con un "tempio del silenzio", utilizzato per celebrazioni religiose. Il massiccio pinnacolo di roccia nelle vicinanze è chiamato Pahakoli, lett. "Koli malvagio". Più a sud, si erge Mäkrävaara, una collina nota ai turisti per i fantastici panorami che offre. 


Nome della Moneta
“Panorama del parco nazionale di Koli”
Descrizione Moneta
La parte interna delle moneta raffigura il paesaggio visibile dal punto più elevato del parco nazionale finlandese di Koli; a sinistra il segno “FI” identificativo della Finlandia; a destra il simbolo di zecca; in basso il millesimo di conio "2018". Sul bordo esterno 12 stelle a cinque punte rappresentanti l'Unione Europea. Autore: Erkki Vainio. E’ inclusa inclusa in un Cofanetto FS.
Data di emissione
Emessa il 28 Maggio 2018 per commemorare il paesaggio finlandese di Koli.
Contorno
Finemente zigrinato con il motivo tre teste di leone e iscrizione in incuso SUOMI FINLAND.
Metallo
Bimetallica. Parte esterna: rame-nichel; parte interna tre strati: nichel-ottone, nichel, nichel-ottone.
Diametro
25,75 mm
Spessore
2,20 mm
Peso
8,5 gr.
Zecca
Vantaa
Tiratura
1.000.000

Se vuoi saperne di più

giovedì 14 giugno 2018

Portogallo 2018 - “250° Anniversario Imprensa Nacional - Casa da Moeda”


"Lo scopo di questa struttura è di animare le lettere e dare un'impressione utile al pubblico attraverso le loro produzioni". 

Così fu letto nel decreto del 24 dicembre 1768, scritto dal Marchese di Pombal e firmato dal re D. José, che fondò la Royal Printing o Regia Typographic Workshop, più tardi (1833) chiamato National Press. Dal regno di D. Maria I, la National Press divenne responsabile dell'edizione della Gazeta de Lisboa, predecessore dell'attuale Diário da República, il giornale ufficiale del Paese, attualmente pubblicato e reso disponibile per via elettronica come servizio pubblico di accesso universale e dando libero accesso agli atti che regolano la vita della società portoghese. 

Per celebrare questi 250 anni di storia della casa editrice pubblica, al servizio dei cittadini, della cultura e della lingua portoghese, è stata coniata una moneta commemorativa del designer Eduardo Aires. (Traduzione di Google) 


Nome della Moneta
“250° anniv. Imprensa Nacional - Casa da Moeda”
Descrizione Moneta
Al centro la scritta "1768 - 2018 IMPRENSA NACIONAL DUZENTOS E CINQUENTA 250 ANOS PORTUGAL MMXVIII"; in basso le scritte "Eduardo Aires" (l'autore) e "INCM". Sul bordo esterno 12 stelle a cinque punte rappresentanti l'Unione Europea. E’ inclusa in un Folder FDC e in Folder FS.
Data di emissione
Emessa il 22 Maggio 2018 per commemorare il 250° anniversario della zecca portoghese Imprensa Nacional - Casa da Moeda.
Contorno
Finemente zigrinato con incisi sul bordo cinque stemmi araldici e sette castelli.
Metallo
Bimetallica. Parte esterna: rame-nichel; parte interna tre strati: nichel-ottone, nichel, nichel-ottone.
Diametro
25,75 mm
Spessore
2,20 mm
Peso
8,5 gr.
Zecca
Lisbona
Tiratura
520.000

Link sito ufficiale


mercoledì 13 giugno 2018

Slovenia 2018 - “Giornata Mondiale delle Api”



La Giornata Mondiale delle api, oltre a promuovere l’attività degli apicoltori vuole diffondere un problema che forse in pochi conoscono, ma che influisce sulla vita dell’intero ecosistema. Capiamo insieme qual è il minuzioso lavoro delle api e perché la loro salvaguardia è così importante. Ad oggi conosciamo 20.000 specie di api, ma forse la più rinomata è l’ape da miele (Apis Mellifera). Il miele è però solo la punta dell’iceberg dell’intero lavoro dell’ape. Infatti, le api sono uno degli insetti impollinatori, insieme a zanzare, bombi ed altri. Raccogliendo il nettare ed il polline, lo possono trasferire di fiore in fiore, permettendo appunto l’impollinazione, e di conseguenza la biodiversità vegetale. Il nettare è poi portato all'alveare, dove le api operaie lo trasformano in miele grazie a particolari enzimi, mentre poi le api ventilatrici fanno evaporare l’acqua, disidratandolo. Il miele viene quindi raccolto all'interno delle numerose cellette, chiuse per preservarlo al meglio. Spostandosi da un fiore all'altro, raggiungono ed impollinano più di 170.000 specie vegetali, garantendo così la biodiversità nel nostro ecosistema. Le api svolgono quindi una parte importantissima dell’intero processo di impollinazione: senza di loro, la produzione di foraggio, di frutta e molto altro sarebbe molto più lenta.


Nome della Moneta
“Giornata Mondiale delle Api”
Descrizione Moneta
Al centro della parte interna della moneta è raffigurata l’immagine di un favo in forma di emisfero orientale del globo terrestre. Attorno al favo, nella parte superiore sinistra la scritta "SVETOVNI DAN ČEBEL" e nella parte inferiore destra la scritta "SLOVENIJA 2018". Sul bordo esterno 12 stelle a cinque punte rappresentanti l'Unione Europea. Autore: Janez Bizjak. E’ inclusa nella Divisionale FDC, nella Divisionale FS e in una Capsula FS.
Data di emissione
Emessa il 14 maggio 2018 per commemorare la Giornata mondiale delle api.
Contorno
Contorno: finemente zigrinato con la scritta SLOVENIJA con un punto centrale alla fine.
Metallo
Bimetallica. Parte esterna: rame-nichel; parte interna tre strati: nichel-ottone, nichel, nichel-ottone.
Diametro
25,75 mm
Spessore
2,20 mm
Peso
8,5 gr.
Zecca
Roma
Tiratura
1.000.000


Simboli ed Allegorie_L'Ape

sabato 9 giugno 2018

Vittorio Emanuele III - 5 Lire "Aquilino"


Simboli, Segni ed Allegorie

L’Aquila tra mitologia ed esoterismo 
Parleremo della maestosa Aquila (Aquila reale, Aquila chrysaetos - Aquila marina testa bianca, Haliaeetus leucocephalus). 

L'Aquila e il suo simbolismo

La maestosità dell'Aquila ha fatto sì che quest’uccello sia stato adottato come simbolo fin dall'antichità dalle più svariate culture. Due esempi su tutti: l’aquila reale con le ali spiegate fu utilizzata come simbolo dell’Impero Romano e l’aquila calva (o testa bianca) è il simbolo degli Stati Uniti d’America. 

>>> Nel terzo millennio a.C., presso i babilonesi, l’aquila bicipite era associata a Ningirsu di Lagash, il dio delle tempeste della guerra e della fertilità. 

>>> Presso gli antichi egizi l’aquila rappresentava la materializzazione del dio Mendes, rappresentante del dio sole. In generale, nella mitologia egizia, l’anima veniva spesso rappresentata sotto le sembianze di un uccello simile a un’aquila o a un falco, come uccello-anima (Ba).

Tale uccello aveva il compito di
accompagnare i defunti nell'aldilà. 

Non a caso, all'interno dei sarcofagi di alcune mummie, e in particolare posti tra i bendaggi, sono stati ritrovati gioielli preziosi rappresentanti gli uccelli-anima. Tali amuleti avevano la funzione di far sì che l’anima si ricongiungesse con il suo corpo mummificato. Il Ba, intesa come anima, assumerà la forma di un uccello e spiccherà il volo al momento della morte.

L'entità egiziana BA nella sua forma d'aquila

>>> Nella mitologia greca l’aquila era sacra a Zeus (e successivamente a Giove per i romani) che, spesso, ne assumeva la forma per mostrarsi agli uomini. 
Baiocco - Seconda Rep. Romana 1849 

L'aquila è presente nel mito greco di Prometeo, il titano che, con atto d’intollerabile ribellione, aveva rubato agli dei il fuoco della conoscenza per donarlo agli uomini. 

La vendetta di Zeus però non si era fatta attendere, infatti, Prometeo fu incatenato a una rupe del Caucaso, dove ogni notte un'aquila, messaggera di Zeus, andava a mangiargli il fegato che per i greci rappresentava, assieme al cuore, la dimora dei principi vitali. Il fegato di Prometeo però di giorno ricresceva, preparandolo a nuovi supplizi notturni. Aristotele, Platone e Plinio scrissero che le aquile che fossero riuscite a superare l’infanzia avrebbero vissuto per lungo tempo. 


>>> Nella mitologia nordica, in particolare quella vichinga, l’aquila ha un ruolo fondamentale e molteplice.

Da evidenziare sicuramente la figura del gigante Thiazzi che assume la forma di un’enorme aquila per mostrarsi al dio Loki e per costringerlo, con la forza, a farsi consegnare la dea Idhuun che possedeva le mele della vita eterna.

>>> L’importanza dell’aquila nella vita dei vichinghi è ben comprensibile anche da alcune pratiche che essi utilizzavano per vendicarsi dei traditori e dei nemici. Prima su tutte la pratica detta “aquila di sangue”, utilizzata come sacrificio al sommo dio Odino, un metodo di tortura che consisteva nell'aprire il dorso della vittima e rompere le costole per farle assomigliare ad ali insanguinate: in seguito dalla ferita venivano estratti i polmoni e sulle ferite veniva posto del sale sulla ferita. 

Antiche credenze egizie affermavano che ogni dieci anni un’aquila sorgesse dalle fiamme dell’inferno per immergersi nell'acqua e acquisire così nuova vita.


L’aquila come divinità era utilizzata ampiamente sia dai Greci che dai Romani. 


Pare che un’aquila sia apparsa alla nascita di Alessandro Magno e, secondo una diffusa tradizione, nel 331 a.C., un veggente che cavalcava accanto ad Alessandro gli predisse che sarebbe stato vittorioso su Dario poiché aveva visto un’aquila: un presagio di sicura gloria. 


L’aquila è stata comunemente associata a grandi personalità della storia e a grandi condottieri: pare che Re Artù abbia vissuto in una caverna sorvegliata da aquile e che prima delle battaglie di Napoleone un’aquila volasse nei cieli. 


Fu lo stesso Napoleone a sostituire il tradizionale simbolo della Francia rappresentato dal gallo, con quello di un’aquila.


L'Aquila nelle sacre scritture

Numerose anche le citazione bibliche dell’aquila; tra queste vogliamo ricordare Esodo 19:4 e Deuteronomio 32:11, 12): pari all'aquila che desta la sua nidiata, si libra a volo sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne.

L’aquila quindi come rappresentazione di Dio stesso: Egli nominò l’aquila parlando con Giobbe per insegnargli l’umiltà (Giobbe 39:27): e forse al tuo comando che l’aquila si leva in alto?. 

Ezechiele sostenne di aver visto il carro della somma gloria divina condotto da quattro esseri misteriosi ognuno dei quali aveva quattro volti: d’uomo, d’aquila, di leone e di toro. Una metafora che alludeva agli evangelisti. 

Lo stesso concetto, seppur semplificato, è ripreso anche da Giovanni nell'Apocalisse (Apocalisse 4,6-7), il quale sostiene che i quattro esseri viventi che conduce il trono divino hanno l’aspetto di un uomo, di un leone, di un toro e di un’aquila. Ognuno di questi esseri è considerato il più forte della propria specie. 

L’importanza di quest’animale si evince anche dal fatto che l’aquila (l’occhio che fissa il sole) rappresenti uno dei quattro Apostoli, ossia Giovanni. Non a caso il suo Vangelo (Giovanni 1,1) inizia con l’estasi-ammirazione nei confronti di Dio: “In principio era il Verbo”. 


Per i cristiani, infatti, l’aquila simboleggia la resurrezione perché è l’unico uccello che possa guardare fisso il sole. 


>>> Anche Dante Alighieri nella Divina Commedia, nomina spesso l’aquila: in particolare nel verso 48 del Primo canto del Paradiso, egli scrive: 
Aquila sì non gli s'affisse unquanco. Il sommo poeta utilizza l’allegoria dell’aquila riferendosi alla sua guida nel Paradiso, Beatrice, capace di contemplare il sole con profondità e immobilità. 
Un’altra tradizione sostiene che Adamo ed Eva non perirono, ma furono trasformati in aquile per poter vivere in eterno su un’isola al largo della costa irlandese. 

L'Aquila come Totem nelle culture indiane d'America 

Presso le tribù native americane l’aquila era un importante animale totemico, infatti, le sue penne, erano utilizzate come indumenti, copricapo e altri oggetti cerimoniali. Solo i più meritevoli, fieri e coraggiosi delle tribù potevano adornare il capo con le penne di quest’uccello. 

A tal proposito è necessario comprender cosa sia un totem: la parola totem deriva dagli indiani Algonchini e, tradotto, assume il significato di spirito protettore. 

Gli spiriti totem, dal punto di vista mistica, rappresentano il destino comune che unisce gli animali agli uomini. L’animale totem assume le sembianze di antenato e alter ego animale (che ognuno di noi ha) e, in quanto tale, deve essere protetto e non può essere mangiato. Gli spiriti totem proteggono l’uomo che si affida a loro, che li onora e venera. Non a caso nel palo totem, avente funzione protettiva per le popolazioni indiane, l’animale seduto nella parte sommitale del palo era proprio un’aquila. 

Sempre secondo i popoli della prateria e dell’America del Nord gli animali forti come l’aquila vivono nell’aldilà e la loro presenza, percepibile nella nostra quotidianità, influisce favorevolmente sulla nostra vita. 

Secondo la tradizione Cherokee, compito arduo era considerato andare a cercare le penne dell’aquila necessarie per la sacra danza dell’aquila. Il cacciatore doveva recarsi da solo sulle montagne per quattro giorni, senza mangiare e pregando. Per attirare l’aquila si poteva utilizzare una carcassa di cervo e, tramite canti magici, una volta uccisa, l’aquila veniva lasciata sul luogo della morte in modo da poter celebrare successivamente sacri riti. 

Presso i nativi dell’America del Nord (per esempio Navajo) era credenza diffusa che l’aquila del Sud-Ovest fosse un messaggero inviato dagli dèi. Gli Hopi a febbraio prendevano alcune piccole aquile dai loro nidi per portarle nei villaggi e allevarle con cura, viziarle e regalandole anche piccoli doni. In estate poi, durante il periodo delle cerimonie, erano condotte nelle grotte rituali e lì sacrificate assieme ai giocattoli regalati. Scopo di questo sacrificio era di far raccontare alle aquile degli uomini agli dèi e chiederne aiuto e grazia. 

Similmente alle popolazioni indiane delle regioni meridionali, quelle del Nord-Ovest pensano che l’aquila sia l’uccello che si trova a diretto contatto con il Grande Spirito e che possa volare fino alle sfere celesti: questo perché il coraggio spirituale di quest’animale è molto forte e rasenta il divino. 

I guerrieri che indossavano piume di aquila s’identificavano con la potenza del dio aquila che infondeva in loro forza e coraggio, e le cuffie di piume simboleggiavano l’uccello e il tuono mentre, le singole piume, erano la trasposizione dei raggi di sole. 

Nella tradizione indiana si ritrova una similitudine con quanto già detto circa il concetto espresso da Giovanni Apostolo, in altre parole che l’aquila è in grado di guardare direttamente il sole: essa è in grado di avvicinarci al Grande Spirito e, quindi, a farci unire alla nostra anima. 

Aquila come talismano, amuleto, in massoneria e nei sogni 

Secondo la tradizione indiana, l’aquila come talismano aiuta ad avere visioni ed essere illuminato, a sviluppare le capacità tipiche di quest’uccello come la capacità di difendere, la costanza, la forza, l’agilità, la velocità, la capacità visiva di osservazione e la percettività, di raggiungere un livello di comprensione elevato, di farci sentire uniti al Grande Spirito, di affidare i nostri problemi agli spiriti celesti per trovare soluzioni. Come amuleto ha lo scopo di proteggere dalla paura, dalle crisi di fede e, dal punto di vista materiale, di proteggerci dai fulmini

Nella tradizione e nella superstizione europea centro-meridionale si dice che per allontanare gli spiriti maligni da una stalla, è sufficiente inchiodare un’aquila alla porta e che se un uomo mangia il suo cervello quando è ancora caldo, egli sarà in grado di avere visioni straordinarie. 

E ancora, se un uovo di aquila viene mangiato da due persone, certamente i demoni si allontaneranno senza fare più ritorno. 
Un’altra tradizione gallese asserisce che non si deve mai rubare un uovo da un nido d’aquila, altrimenti non si troverà mai pace fino alla morte. 

L’aquila bicipite infine, utilizzata da tempi remoti dalle più svariate popolazioni e rappresentante il principio della dualità, rappresenta uno dei simboli più importanti della massoneria e di varie società segrete. 
Nella massoneria scozzese essa rappresenta il trentaduesimo e il trentatreesimo grado del rito scozzese: entrambi numeri dal profondo significato cabalistico dal punto di vista massonico (trentadue, per esempio, sono i sentieri dell’Albero della vita). Solitamente, nel rito scozzese, l’aquila bicipite è rappresentata con il numero trentadue inserito all’interno di un triangolo e che tiene negli artigli un cartiglio con la scritta latina “Spes mea in Deo” est, ossia “la mia speranza è in Dio”: un Dio differente dalla concezione biblica. 
Ultima curiosità degna di nota è che sulle banconote da un dollaro americano sia raffigurata un’aquila ad ali spiegate che ha esattamente trentadue piume. 

Le caratteristiche di forza e coraggio dell’aquila si ritrovano anche nell'interpretazione dei sogni. Sognare un’aquila in volo indica ambizione ed è di buon auspicio, sognarla ferita indica invece una grossa perdita di denaro e vederla morta presagisce rovina. (Articolo scritto da Ottavio Bosco - Simbolo animale: significato dell'Aquila tra mitologia ed esoterismo).

Scheda tecnica della moneta denominata "Aquilino"

   
VITTORIO EMANUELE III
5 Lire – Aquilino
Dritto
Verso
Testa del Re volta a sinistra intorno VITTORIO EMANUELE  II  RE  D'ITALIA  Sotto i nomi dell'incisore Attilio Silvio Motti (A MOTTI INC.) e dell'autore Giuseppe Romagnoli (G ROMAGNOLI) sovrastati da .
Aquila ad ali leggermente spiegate che ghermisce un fascio orizzontale. In esergo indicazione del valore (L  5) a sinistra dell'aquila su due righe millesimo e segno di zecca (R).
Moneta da 5 lire detta anche aquilino o aquilotto. Dal 1931 al 1935 coniata esclusivamente per i collezionisti. “Ci sposammo in febbraio e il matrimonio mi costò un aquilotto e dovetti insistere perché il prete accettasse la mia spontanea offerta. Un'offerta modesta ma giusta perché il matrimonio - pur essendo risultato uno dei più solidi del secolo - non valeva effettivamente più di cinque lire”. Giovannino Guareschi, Un matrimonio da un "aquilotto", Vita in famiglia, 1968
2a Classe (debolezze sul contorno)                                                             Regio Decreto n. 1651 del 30 Settembre 1926
Contorno: In incuso il motto FERT contornato tra rosette e nodi Savoia.
Assi: alla francese
Nominale: 5 Lire
Materiale: Argento (Ag) 835/1000
Diametro: 23 mm
Peso: 5 gr.
Modelli: Giuseppe Romagnoli
Incisore: Attilio Silvio Motti
Anni di coniazione: dal 1926 al 1930
Pezzi totali coniati: 152.611.000
Tutti gli anni sono comuni tranne il 1926 ed il 1928 che sono rari (R)

sabato 2 giugno 2018

Italia 2018 - “70° anniversario Costituzione Repubblica Italiana”


Per celebrare il 70° Anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione, l’Italia ha emesso a Gennaio una moneta da 2 euro commemorativa. La moneta è stata emessa: in versione per la circolazione, in versione coincard (FDC) ed in versione Proof (cioè fondo a specchio in un Cofanetto). La moneta raffigura il capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola in occasione della firma dell’atto di promulgazione della Costituzione della Repubblica italiana il 27 dicembre 1947. Alla destra è raffigurato il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, mentre alla sua sinistra, Umberto Terracini, Presidente dell’assemblea Costituente. In alto vi è la scritta «Costituzione» ed il monogramma «RI», acronimo della Repubblica italiana. In esergo, la scritta «con sicura coscienza», «R», identificativo della zecca di Roma e le date «1948 – 2018» (anno dell’entrata in vigore della Costituzione italiana ed anno di emissione della moneta). La Costituzione della Repubblica Italiana è, come sappiamo, la legge fondamentale dello Stato italiano ed occupa il vertice della gerarchia delle fonti nell'ordinamento giuridico della Repubblica. Fu approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato De Nicola il 27 dicembre seguente, fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, dello stesso giorno. Entrò in vigore il 1º gennaio 1948. Consta di 139 articoli e di 18 disposizioni transitorie e finali. Ne esistono tre originali, uno dei quali conservato presso l’archivio storico della Presidenza della Repubblica Italiana.



Nome della Moneta
“70° anniversario Costituzione Repubblica Italiana”
Descrizione Moneta
Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato, firma l’atto di promulgazione della Costituzione della Repubblica italiana il 27 dicembre 1947; alla sua destra, Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio, alla sua sinistra Umberto Terracini, presidente dell’Assemblea costituente italiana. In alto la scritta "COSTITUZIONE" e il monogramma della Repubblica italiana "RI"; in basso la scritta "CON SICURA COSCIENZA", il segno di zecca "R" e le date "1948 • 2018", rispettivamente l’anno dell’entrata in vigore della Costituzione italiana e l’anno di emissione della moneta; a sinistra le iniziali “UP” dell'autrice Uliana Pernazza. Sul bordo esterno 12 stelle a cinque punte rappresentanti l'Unione Europea. E’ inclusa nella Divisionale FDC "70° anniv. Costituzione Repubblica Italiana", nella Divisionale FS, in una Coincard FDC e in Cofanetto FS.
Data di emissione
Emessa il 2 gennaio 2018 per commemorare il 70° anniversario della Costituzione della Repubblica Italiana.
Contorno
Sei stelle a 5 punte e sei 2 in incuso su sfondo rigato. I 2 € sono orientati alternativamente dal basso in alto e viceversa.
Metallo
Bimetallica. Parte esterna: rame-nichel; parte interna tre strati: nichel-ottone, nichel, nichel-ottone.
Diametro
25,75 mm
Spessore
2,20 mm
Peso
8,5 gr.
Zecca
Roma (R)
Tiratura
4.000.000

I firmatari della Costituzione