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martedì 17 luglio 2018

Ordine Supremo della Santissima Annunziata


Simboli, Segni ed Allegorie
nelle Monete Italiane
Il Collare dell’Annunziata

Ordine supremo della Santissima Annunziata
Vittorio Emanuele II - 5 Lire 1872

L'Ordine Supremo della Santissima Annunziata è la massima onorificenza di Casa Savoia.
Precedentemente è stata la massima onorificenza dei Conti e dei Duchi di Savoia, del Regno di Sardegna e del Regno d'Italia. 
Trattandosi di un ordine di origine familiare antecedente l'unità nazionale, esso continua ad essere conferito in maniera privata da parte di Casa Savoia.
Nel XVI secolo era uno dei quattro Ordini illustri "di collana" esistenti insieme a quelli della Giarrettiera, del Toson d'Oro e di San Michele.
La Repubblica Italiana non lo riconosce.

Istituzione dell'Ordine
Carlo Felice - 5 Lire 1827
Nel corso del XIV secolo si ha notizia di diverse giostre a tema svolte in Savoia a partire dal 1334: ad esempio nel 1345 i festeggiamenti furono detti «della Tavola Rotonda» (in festo stabule rotonde) e allo stesso modo i partecipanti alla giostra si indicarono come membri della Tavola Rotonda. In modo simile nel 1350 fu creata una compagnia di cavalieri detta compagnia del Cigno Nero.
Nel 1364 Amedeo VI di Savoia, in occasione di una giostra a ricordo della vittoria su Federico II di Saluzzo, istituì l'Ordine del Collare e fece realizzare per sé e per altri 14 cavaliere un collare, descritto dalle cronache del tempo come simile a quello dei levrieri.
L'ordine del collare, il cui scopo era di "indurre unione e fraternità tra i potenti sicché si evitassero le guerre private", era riservato ai nobili più illustri e fedeli e la regola statutaria prevedeva che tutti gli insigniti fossero considerati pari e si chiamassero tra loro "fratelli". Le insegne originarie erano costituite da un collare d'argento dorato con il motto FERT, chiuso da un anello con tre nodi sabaudi. I Milites Collaris Sabaudiae, così come erano chiamati gli insigniti, erano in origine limitati a quattordici, sotto la guida di Amedeo VI, primo gran maestro dell'ordine, per un totale complessivo di quindici membri ad onore delle quindici allegrezze di Maria Vergine.


I primi cavalieri di quest'ordine, nominati da Amedeo VI dal 1362 al 1383.

Amedeo VIII di Savoia diede la prima regolamentazione ufficiale dell'ordine e della sua decorazione, stabilendo che, nel collare, fossero alternati i nodi sabaudi con la scritta FERT e quindici rose, a ricordo della Rosa d'Oro inviata da Urbano V al conte Amedeo VI nel 1364 quando gli conferì le insegne di cavaliere crociato. Carlo III di Savoia nel 1518 diede nuovi statuti all'ordine, cui diede il nome di Ordine della Santissima Annunziata.
Nel collare furono inserite le rose (simboli mariani) e nel pendaglio l'immagine dell'Annunziata. Il numero di cavalieri, inoltre, fu aumentato a venti.
I primi statuti dell'ordine, quelli dati da Amedeo VI, sono andati perduti. Quelli tramandati fino ad oggi sono gli statuti modificati da Amedeo VIII di Savoia nel 1409, con aggiunte nel 1434 In seguito, Emanuele Filiberto Testa di Ferro aggiunse che l'ammissione all'ordine era subordinata alla dimostrazione di quattro quarti della propria nobiltà da almeno cinque generazioni. Vittorio Amedeo II secolarizzò l'ordine. Nel 1869 Vittorio Emanuele II stabilì che l'investitura all'ordine potesse avvenire anche senza origini nobili, purché per altissimi meriti resi allo stato o alla corona.
Al momento dell'investitura il nuovo cavaliere riceve due collari se è italiano (i cosiddetti "gran collare" e "piccolo collare"), oppure un collare solo se si tratta di cittadino straniero (solo il "piccolo collare").

 
Francobolli del Governo Provvisorio di Modena - 15 ottobre 1859 
I grandi collari sono sempre gli stessi, e gli insigniti, al momento dell'investitura, devono promettere di testamentarne per gli eredi la restituzione a Casa Savoia. Da qui si comprende, dunque, che ogni singolo gran collare abbia una propria storia ed un proprio elenco di possessori, elenco che viene annotato in un cartiglio sul coperchio della scatola del collare.

Carlo Alberto - 5 Lire 1844

Al momento dell'investitura il nuovo insignito si sceglie il gran collare fra quelli disponibili. Il piccolo collare, invece, non doveva essere restituito e restava come dono alla famiglia del cavaliere.
Gli insigniti sono esentati dal pagamento di tasse e imposte, sono "cugini del re" (al quale possono dare del "tu"), hanno il titolo di "eccellenza", la precedenza protocollare davanti a tutte le cariche dello stato, il diritto agli onori militari e diventano ipso facto gran croci dell'Ordine della Corona d'Italia e dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Umberto I - 20 Lire 1882

Contrariamente agli altri ordini sabaudi (Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Ordine della Corona d'Italia ed Ordine Civile di Savoia), le cui candidature vengono proposte e vagliate da commissioni, per il Collare dell'Annunziata il conferimento è a totale discrezione del Capo della Casa. 
Le attuali insegne dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata sono costituite da una grande collana (denominata "gran collare") in oro, formata da quattordici maglie alte 3 centimetri, dentro ognuna delle quali ci sono le ultime due e le prime due lettere del moto FERT serrate da un nodo sabaudo, chiuso e smaltato di bianco e di rosso. 
Le maglie sono fra loro separate da quattordici rose d'oro, alternativamente smaltate sette di bianco e sette di rosso. 

Dal collare, al centro, scende un pendente in oro pieno, del diametro di 4,2 centimetri e sospeso da tre catenelle, racchiuso da tre nodi sabaudi e con, nel mezzo, l'immagine della Santissima Annunziata ornata con smalti bianchi, rossi e blu. 
Il gran collare può essere indossato solo dai cavalieri italiani e solo in alcune determinate occasioni dell'anno (ad esempio, il giorno della Festa dello Statuto Albertino o il giorno di Natale).
Il "piccolo collare", invece, è una versione più piccola del gran collare, può essere indossato sia dai cavalieri italiani che da quelli stranieri e si può utilizzare in tutti i giorni dell'anno.
La placca dell'ordine è circolare, con raggi d'oro sul bordo, recante al centro l'immagine della santissima Annunziata. Il nastro dell'ordine è rosso.

Nella storia sono stati 100 i reali insigniti del titolo, 10 i cardinali, tra cui anche Pacelli, poi divenuto papa Pio XII, 22 i presidenti del Consiglio, da Cavour a Rattazzi, da Crispi a Giolitti, a Bonomi, dieci i presidenti di Camera e Senato. All'atto della nomina, il cavaliere, compreso tra i venti, può scegliere tra le collane disponibili quella preferita. Anche Benito Mussolini ne fu insignito. Il marchese Lucifero, che ottenne il titolo da Umberto II, 27° gran maestro dell'Ordine, il 15 settembre del 1969, opto' per il collare che era stato prima di Antonio Starabba di Rudinì e poi di Vittorio Emanuele Orlando.


Significato simbolico
Il collare, simbolicamente, ha il duplice significato di vincolo di fedeltà e di dominio. In questo simbolo è evidente come Amedeo VI di Savoia volesse tenere uniti i suoi migliori cavalieri attraverso un patto di fratellanza, ma nello stesso tempo all’esclusivo suo servizio.
I nodi sabaudi, in origine, erano anche denominati "nodi del Signore", "lacci di Salomone" o "nodi d'amore". A proposito di quest'ultima definizione, Luigi Cibrario accampa l’ipotesi che il simbolo adottato da Amedeo VI derivasse da un dono ricevuto da una misteriosa dama, consistente in un bracciale formato da una ciocca di capelli intrecciata. Questa teoria è anche rafforzata dal colore verde dell'abito del conte, che nel medioevo era considerato il colore di Venere.


Link di Monarchici in Rete

Ancora più controverso è il significato dell'acronimo "FERT", aggiunto sul collare nel 1409 da Amedeo VIII. Tra tutte le ipotesi la più probabile è che sottintenda la frase "Foedere et religione tenemur", alludendo al patto cavalleresco ed al profondo legame religioso dell'ordine.
È possibile, però, che l'acronimo derivi dal verbo ferre, cioè portare o sopportare, riferito alla devozione verso la Vergine Maria o alle pene da "sopportare" per la devozione mariana.
Suggestiva è anche l'ipotesi che FERT non sia altro che la contrazione di ferté, dall'arcaico forteresse o fermeté.
La forte connotazione mariana dell'ordine divenne palese nel 1518 per opera di Carlo III, detto il Buono, che arricchì il collare del pendaglio raffigurante l'Annunciazione e mutò il nome da "Ordine del Collare" a "Ordine Supremo della Santissima Annunziata".


Per approfondire

Mediante autorizzazione del Ministero dell'Interno del Regno d'Italia, in data 20 dicembre 1891, il Comune di Venaria Reale, presso Torino, venne autorizzato a fregiare il proprio stemma civico con il gran collare dell'Ordine Supremo della santissima Annunziata.

Nell'ultimo colloquio tra Mussolini e Vittorio Emanuele III, a villa Ada il 25 luglio 1943, il re addusse come argomento per licenziare il duce anche il fatto che la notte prima avessero votato l'ordine del giorno Grandi ben quattro collari dell'Annunziata (tratto da Wikipedia).


venerdì 22 dicembre 2017

Regno di Sardegna (1844) - 5 Lire Carlo Alberto


Il sogno dell'unità d'Italia
Carlo Alberto di Savoia-Carignano racchiuse in sé in modo drammatico il dilemma, proprio di fine Settecento-inizio Ottocento, della scelta tra vecchio e nuovo, tra rivoluzione e conservazione, tra difesa di ordinamenti sociali e politici di antica tradizione e loro sovvertimento in nome di nuove idee e nuovi valori

La sua formazione e i primi moti rivoluzionari
Carlo Alberto, nato a Torino nel 1798, fu dal 1831 al 1849 sovrano del Regno di Sardegna, che comprendeva anche il Piemonte e la Liguria. Egli fu il primo tra i capi degli Stati italiani preunitari a concepire il disegno di unificare la penisola in nome dei nuovi valori di libertà e nazionalità nati nel crogiolo degli eventi rivoluzionari francesi e aggiornati nella cultura politica del Romanticismo. E anche se non riuscì a realizzare il suo disegno di unificare l'Italia, fu però lui a dare nel 1848 al Regno di Sardegna quella carta costituzionale che venne poi mantenuta dal Regno d'Italia fino alla proclamazione della Repubblica.

Re Carlo Alberto mentre firma lo Statuto

Il dilemma della scelta tra rivoluzione e conservazione gli si pose già nel 1821. Nel turbine del moto rivoluzionario di marzo, Vittorio Emanuele I aveva abdicato; Carlo Felice, il nuovo sovrano, era temporaneamente assente da Torino, per cui Carlo Alberto, che apparteneva al ramo dei Carignano, il più prossimo alla linea centrale di Casa Savoia, fu nominato reggente. A corte, tuttavia, nessuno aveva compreso quanto pesassero nella formazione del giovane principe i primi studi effettuati a Parigi e a Ginevra, la sua milizia nell'esercito napoleonico, le sue frequentazioni degli ambienti liberal-rivoluzionari piemontesi.
Assunta la reggenza, si lasciò indurre dai circoli rivoluzionari piemontesi a concedere la costituzione di Spagna del 1812, molto più democratica di quella di Francia del 1814. I fatti dimostrarono subito quanto prematura fosse quella scelta. Lo zio Carlo Felice lo sconfessò e l'apparato repressivo della Santa Alleanza ebbe ben presto la meglio sui moti sia del Piemonte sia del Regno delle Due Sicilie.

La corona del regno di Sardegna e la guerra all'Austria
Carlo Alberto uscì, quindi, sconfitto e nel peggiore dei modi: inviso ai liberali come un traditore e guardato con sospetto dai sovrani della Santa Alleanza per aver favorito il moto carbonaro nella sua fase iniziale. Per molti anni ‒ e in particolare a partire dal 1831, quando, morto Carlo Felice, ereditò la corona di Sardegna ‒ rimase incerto tra la tentazione di chiudersi al sicuro nella difesa di un ordinamento statuale consolidato ormai da oltre un secolo di vita e l'impulso a rischiare lo scontro con il grande apparato repressivo del cancelliere austriaco Metternich.


5 Lire 1844 - Carlo Alberto Re di Sardegna

Nome della Moneta
5 Lire 2° Tipo
Descrizione Moneta
Diritto
CAR * ALBERTUS D * G * REX SARD * CYP * ET HIER * Testa nuda a destra, nel taglio del collo FERRARIS, in basso 1844.
Rovescio
DUX SAB * GENVAE ET MONTISF * PRINC * PED * & * Stemma crociato e coronato, con il Collare dell’Annunziata tra due rami di lauro; in basso (mdz) e L * 5.
Incisore
Giuseppe Ferraris
Valore Nominale
5 LIRE
Data di emissione
1844 (R. Patente del 16 agosto 1831 e manifesto n. 2418 del 18 agosto 1831)
Contorno
In incuso * FERT * nodo * FERT * nodo * FERT * nodo
Metallo
Argento 900/1000
Modulo
Tondo
Diametro
37 mm
Spessore
3 mm
Peso
25 gr.
Assi
Francese
Segni di Zecca

Zecca
Genova
Tiratura
1.043.163
Rarità
C
Simboli e Termini
Corona, Scudo Sabaudo, FERT, Collare dell’Annunziata (*), rami di lauro

Sulle prime prevalse nettamente l'opzione conservatrice e Carlo Alberto represse duramente il movimento democratico mazziniano. Ma la logica sabauda di espansione nella Pianura Padana agiva in lui, a partire dal 1840, non meno della convinzione che lo sviluppo economico e civile della società piemontese imponesse un aggiornamento dell'apparato amministrativo e della politica economica dello Stato. Nuovi codici, apertura alla circolazione di nuove idee e impulso allo sviluppo del dibattito culturale furono le premesse del grande passo compiuto nel 1848, quando concesse lo Statuto e, sia pure tra forti dubbi, mosse guerra all'Austria. Alla coalizione che egli guidò resta il merito del più grande sforzo mai compiuto da forze politiche della penisola italiana per conquistare l'indipendenza e darsi un ordinamento politico unitario.

L'abdicazione
Dopo una prima fase in cui la fortuna delle armi sembrò arridergli, fu sconfitto duramente. Abdicò nel 1849 a favore del figlio Vittorio Emanuele II, ma senza ritirare la Costituzione concessa l'anno precedente. Andò in esilio volontario a Oporto, in Portogallo, dove morì in quello stesso anno senza poter misurare quanto il grande apparato repressivo austriaco, che lo aveva schiacciato, uscisse a sua volta compromesso dalla prova del 1848-49 e quanto la realizzazione del suo sogno di un'Italia unita e libera, per il quale si era battuto, fosse in realtà a portata di mano". (Articolo di Guido Pescosolido tratto dal web http://www.treccani.it/enciclopedia/)


(*) L'Ordine Supremo della Santissima Annunziata è la massima onorificenza di Casa Savoia. Precedentemente è stata la massima onorificenza dei Conti e dei Duchi di Savoia, del Regno di Sardegna e del Regno d'Italia. Trattandosi di un ordine di origine familiare antecedente l'unità nazionale, esso continua ad essere conferito in maniera privata da parte di Casa Savoia. Nel XVI secolo era uno dei quattro Ordini illustri "di collana" esistenti insieme a quelli della Giarrettiera, del Toson d'Oro e di San Michele.


Lo Statuto Albertino


martedì 12 dicembre 2017

Repubblica Subalpina (1802) - 5 Franchi


Il termine di repubblica subalpina viene usato nelle opere storiografiche per indicare il periodo della storia del Piemonte d'inizio Ottocento immediatamente precedente all'annessione alla Francia ad opera di Napoleone.
Approfittando dell'assenza di Napoleone impegnato in Egitto, nel 1799 l'esercito imperiale austriaco era passato all'offensiva in Italia, vanificando in pratica tutte le conquiste francesi degli anni precedenti. Tornato in patria ed ottenuto il consolato, e viste le inadeguatezze dei suoi sostituti, il generale corso decise di riprendere personalmente in mano la situazione nel teatro bellico che ne aveva lanciato la fama. Già nel giugno del 1800 Napoleone aveva scompaginato le armate tedesche, ripristinando in buona parte il precedente assetto territoriale basato sulle repubbliche sorelle. Il 16 giugno 1800 venne ripristinato il Governo Provvisorio Piemontese, stavolta in una versione ancor più sottoposta alla Francia, di cui costituiva un territorio sotto occupazione militare e privo di soggettività di diritto internazionale. 

Già nel marzo del 1801 l'esercito piemontese venne incorporato in quello francese e qualche mese dopo anche la gestione amministrativa di tutta la regione passò in mani francesi. L'italiano fu sostituito dal francese negli atti ufficiali, e il franco venne introdotto come valuta ufficiale.
Il 26 aprile 1801 il vecchio governo venne sostituito da un'Amministrazione Generale del Piemonte con l'esplicita missione di completare la francesizzazione della regione. Venne introdotta la legge comunale transalpina che prevedeva sindaci nominati da Napoleone nelle città e dai prefetti nei piccoli paesi, furono definitivamente istituiti i nuovi enti provinciali aggiungendovi il Dipartimento di Marengo, scindendo Alessandria da Asti, e il Dipartimento della Dora con Ivrea e Aosta, portando a sei il numero delle prefetture, mentre si iniziò la riforma transalpina della legislazione. Come ultimo atto, l'11 settembre del 1802, con un voto del Senato francese il Piemonte venne cancellato dalla carta politica d'Europa e annesso alla Francia. La Repubblica Subalpina viene ricordata soprattutto dai numismatici in quanto per essa la Francia coniò (per la prima volta in Italia) monete secondo il sistema metrico decimale, replicanti il franco francese: il marengo ed una moneta da 5 franchi.

Napoleone, che sconfigge gli Austriaci nella battaglia di Marengo come riportato nel quadro,
riconquista Milano, dove viene fondata la Repubblica Subalpina.


Nome della Moneta 5 Franchi – Repubblica Subalpina
Descrizione Moneta Dritto: GAULE / SUBALPINE. Due figure allegoriche che rappresentano la Francia e la Gallia Subalpina. La Francia (figura a destra) regge con la mano una picca con sopra il berretto frigio e con la sinistra un archipendolo (o livella triangolare) simboli della Rivoluzione Francese, ecc., in basso a sinistra il nome dell'incisore LAVY.
Rovescio: LIBERTE’, EGALITE’ e ERIDANIA separate da due rosette a sei petali. Nel campo 5 . – FRANCS su due righe e sotto la data AN 10 e cuore tra due rami di alloro e palma salienti incrociati e legati alla base.
Incisore Amedeo Lavy
Valore Nominale 5 Franchi (prima moneta coniata in Italia secondo il sistema metrico decimale)
Data di emissione 1802
Contorno Foglie in rilievo
Metallo Argento 900/1000
Diametro 37 mm
Spessore 2,75 mm (circa)
Peso 25 gr.
Assi alla Francese
Zecca Torino
Tiratura 141.194
Rarità R (rara)
Simboli e Termini
PICCA: la picca è un'arma inastata costituita da una punta metallica di varie forme e fogge montata su un'asta di legno in uso alla fanteria;
BERRETTO FRIGIO: tale berretto (simile) era indossato dai galeotti di Marsiglia liberati nel 1792, nel corso della rivoluzione francese. Probabilmente grazie a questo fatto, oltre al suo storico significato di libertà, fu poi adottato come simbolo della rivoluzione stessa, simbolo immortalato sulla Marianne, emblema stesso della Francia, nel celebre quadro La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix;
L'AN 10 sta ad indicare il decimo anno dall'abolizione della monarchia in Francia (1902) e proclamazione della prima Repubblica;
IL CUORE presente sul rovescio della moneta, rappresenta il simbolo del maestro di zecca Vittorio Modesto Paroletti di Torino.
ERIDANIA: deriva da Eridanus, antico nome del fiume Po, quindi l'Eridania è la terra bagnata dal Po, che in senso lato rappresenta il nord Italia.


Le Repubbliche sorelle

domenica 29 ottobre 2017

E' successo un "Quarantotto"


I modi di dire hanno spesso un’origine storica che li giustifica: così ancora oggi si dice «è successo un quarantotto» per indicare una situazione di caos improvviso, di tumulto generale, di putiferio inaspettato.
Interroghiamo queste tre belle monete del 1848 e vediamo cosa hanno da dirci su tale "modo di dire" . . .
I moti rivoluzionari sono un fenomeno che ha avuto luogo in Europa e nei possedimenti europei oltremare nella prima metà dell'Ottocento (tra il 1848 ed il 1849). Le finalità che fomentavano il verificarsi di questi moti rivoluzionari erano i principi di autodeterminazione dei popoli diffusosi in Europa a seguito della dominazione Napoleonica e la Restaurazione di stampo conservatore del Congresso di Vienna. 

La rivoluzione di Palermo del gennaio 1848 in una stampa d'epoca

In Italia la primavera dei popoli, conosciuta anche come rivoluzione del 1848, o moti del 1848, fu un'ondata di moti rivoluzionari borghesi. Scopo dei moti fu abbattere i governi per sostituirli con governi liberali. Il loro impatto storico fu così profondo e violento che nel linguaggio corrente è entrata in uso questa espressione "fare un quarantotto" . . . "è scoppiato un quarantotto", e così vi via per sottintendere una improvvisa confusione, o scompiglio. 

Le cinque giornate di Milano

Il 22-23 marzo 1848 al termine delle Cinque giornate di Milano, gli Austriaci vennero cacciati da Milano e da Venezia. I due Consigli di Governo furono sostituiti dall'auto-proclamato Governo provvisorio di Milano e dalla restaurata Repubblica di San Marco.

Nella storia del Risorgimento italiano si denomina per antonomasia Governo provvisorio l'istituzione che governò Milano durante le Cinque giornate, portandola alla liberazione dagli austriaci, con trasformazione degli organismi della Municipalità, il cui Podestà conte Gabrio Casati, assunse la direzione.)

Al Governo provvisorio, costituito in assoluta prevalenza di aristocratici di un moderato orientamento conservatore, è contrapposto il Consiglio di guerra, guidato dal repubblicano Carlo Cattaneo, insediatosi a Palazzetto Taverna, di posizioni politicamente più avanzate.

Fu il Governo provvisorio ad invocare l'intervento del re di Sardegna, Carlo Alberto di Savoia, per tentare di trasformare in guerra regia la guerra di popolo, per usare la terminologia dello storico Carlo Jean in pubblicazioni edite a cura dello stato italianoSuccessivamente il gruppo di liberali milanesi che dopo il ritorno degli austriaci si preparavano per la riconquista della libertà, erano soliti radunarsi in una trattoria di Turro, allora paesino fuori porta. In ricordo di questo avvenimento il Comune di Milano ha chiamato la piazza dove sorgeva tale trattoria "Piazza Governo Provvisorio". Il Regno Lombardo-Veneto sopravvisse formalmente alla perdita della Lombardia (con l'eccezione di Mantova, come stabilito dai termini della Pace di Zurigo) al termine della Seconda guerra di indipendenza nel 1859 che ebbe come conflitto decisivo la Battaglia di Solferino e San Martino, per poi scomparire definitivamente nel 1866, al termine della Terza guerra di indipendenza con l'annessione del Veneto, della provincia di Mantova e del Friuli al Regno d'Italia sancita dal Trattato di Vienna e sottoposta al plebiscito popolare.

Nome della Moneta
5 Lire – Governo Provvisorio della Lombardia
Descrizione Moneta
Dritto: Indicazione del valore (5 LIRE ITALIANE) su tre righe e circondata da rami di quercia (a destra) e di alloro (a sinistra). Intorno la scritta GOVERNO PROVVISORIO DELLA LOMBARDIA. Sotto la data (1948). Verso: Italia turrita in piedi che sorregge una lancia con la destra mentre con la sinistra indica la scritta circostante “DIO LO VUOLE ITALIA LIBERA”. In esergo il segno di zecca (M), in alto sopra la testa dell’Italia stella a sei punte. Con questa moneta venne recuperata nella monetazione lombarda il sistema basato sulla lira e il sistema di peso e diametro fissati da Napoleone Bonaparte.
Valore Nominale 5 Lire
Data di emissione 1848
Contorno Rigato
Metallo Argento 900/1000
Diametro 37,5 mm
Spessore 2,75 mm
Peso 25 gr.
Assi alla Francese
Zecca Milano
Tiratura 120.306

La Repubblica di San Marco fu uno Stato costituito a Venezia il 22 marzo del 1848 a seguito dell'insurrezione della città, che aveva avuto inizio il 17 marzo dello stesso anno, contro il governo austriaco. Ideatore della rivolta e figura chiave della Repubblica fu l'avvocato veneziano di origine ebraica Daniele Manin. L'episodio è uno dei più significativi nel contesto dei moti insurrezionali del 1848 che coinvolsero numerose città italiane ed europee. È inoltre inscindibilmente legato agli eventi della fallimentare prima guerra di indipendenza italiana.

  

Nome della Moneta 5 Lire, 22 MARZO 1848 – Repubblica Rivoluzionaria Veneta
Descrizione Moneta Dritto: Leone di S. Marco all’interno di un cerchio. Intorno la scritta REPUBBLICA VENETA e la data 22 MARZO 1848 separata da stellette. Sotto l’appoggio del leone a sinistra il nome dell’incisore A. FABRIS F.(ecit). Verso: Indicazione del valore (5 LIRE) su due righe circondato da un ramo di rovere e uno di alloro. Sotto il segno di zecca (V). Intorno la scritta UNIONE ITALIANA.
Valore Nominale 5 Lire
Data di emissione 1848
Contorno Una stelletta e la scritta in incuso: DIO BENEDITE L’ITALIA
Metallo Argento 900/1000
Diametro 37 mm
Spessore XX mm
Peso 25 gr.
Assi alla Francese
Zecca Venezia
Tiratura 10.892


La repubblica sopravvisse fino al 22 agosto 1849 quando, dopo una strenua resistenza, la città tornò sotto il dominio asburgico.Il 9 agosto 1848 con l'Armistizio di Salasco, seguito alla vittoria austriaca del 24-25 luglio a Custoza sulle truppe piemontesi, terminò la prima fase della prima guerra di indipendenza: Milano venne rioccupata ed il Governo Provvisorio di Lombardia viene sciolto. Il 22-23 marzo 1849 Carlo Alberto venne di nuovo sconfitto a Novara e abdicò in favore di Vittorio Emanuele II. Il successivo 24 agosto, dopo un lungo assedio, Venezia si arrese agli Austriaci.



Nome della Moneta
5 Lire, 11 AGOSTO 1848 – Repubblica Rivoluzionaria Veneta
Descrizione Moneta
Dritto: Indicazione del valore (5 LIRE) su due righe circondato da una corona di rami di quercia. Intorno ALLEANZA DEI POPOLI LIBERI, sotto separato da questa scritta da due stelle a 5 punte l’indicazione del millesimo (1848). Verso: Leone di S. Marco posto su di un piedistallo che reca la scritta in incuso XI AGOSTO MDCCCXLVIII su due righe. Intorno INDIPENDENZA ITALIANA. In esergo VENEZIA e sotto il basamento del leone a destra indicazione dell’incisore A. FABRIS.
Valore Nominale
5 Lire
Decreto
5232 27 Novembre 1848 emesso dal Governo Provvisorio di Venezia (Sia il Gigante che il Montenegro ipotizzano che la moneta sia stata coniata nel 1849)
Data di emissione 1848
Contorno Una stelletta e la scritta in incuso: DIO PREMIERA’ LA COSTANZA
Metallo Argento 900/1000
Diametro 37 mm
Spessore XX mm
Peso 25 gr.
Assi alla Francese
Zecca Milano
Tiratura 6.011

Per approfondire